Totti al cinema per il suo docufilm: proiezione privata per parenti e amici

Totti al cinema per il suo docufilm: proiezione privata per parenti e amici

ROMA - TOTTI rivive la storia della sua vita. Di nuovo, questa volta al CINEMA. Ieri sera l’ex capitano giallorosso ha INVITATO PARENTI E AMICI a guardare insieme a lui il docufilm “Mi chiamo Francesco Totti” prodotto da Alex Infascelli presentato al Festival del Cinema di Roma sabato scorso e in sala nei primi tre giorni della settimana. Pantaloni beige, maglietta bianca, cardigan e mascherina nera, TOTTI SI È ACCOMODATO AL CENTRO DELLA GRANDE SALA del cinema The Space a piazza della Repubblica circondato dagli AMICI PIÙ STRETTI. Vicino a lui c’era il figlio CRISTIAN, poi il fratello RICCARDO, Candela e Nanni e tanti altri amici che hanno vissuto con emozione la proiezione del docufilm. 

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Chi ha visto ieri Totti lo ha descritto ancora MOLTO SCOSSO per la PERDITA DEL PADRE di lunedì 12, e dal fatto di non averlo potuto vedere nei dieci giorni prima della sua scomparsa (era positivo al Coronavirus). Gli occhi trasmettevano ancora un senso di MALINCONIA, ma questa uscita organizzata dalla produzione del film e dai parenti gli è servita per svagarsi, per alleggerire un po’ il peso che lo sta affliggendo. “Il film è bellissimo, abbiamo lavorato molto bene”, ha ammesso ieri TOTTI agli amici al termine della PROIEZIONE prima di lasciare il cinema da un’uscita secondaria intorno alle 23.30. 

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“Mi chiamo Francesco Totti” ha riscosso GRANDE SUCCESSO: la pellicola prodotta da The Apartment e Wildside ha incassato 592.000 EURO, portando in sala OLTRE 55MILA SPETTATORI IN SOLI TRE GIORNI (senza Covid il numero sarebbe stato ancora più alto). Il boom al botteghino ha portato verso una scelta. Nicola Maccanico, ceo di Vision, ha infatti dichiarato: “Abbiamo deciso di LASCIARE NEI CINEMA MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI anche nei prossimi giorni. Far vivere il cinema oggi implica l’assunzione da parte di ognuno di alcuni rischi e Vision non ha paura di farlo”.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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