Da Mancini ad Allegri, c'è anche Totti tra gli allenatori 'improbabili' FOTO

Alla fine ci è cascato pure lui. Dopo aver ripetutamente ribadito di non essere intenzionato a un futuro da allenatore dopo 16 anni di straordinaria carriera da calciore, Francesco Totti ha deciso di iniziare il corso per prendere il patentino B della Uefa. Una decisione ben ponderata, visto che l'ex numero 10 giallorosso è stato ammesso da fuoriquota in quanto campione del mondo, ma figlia dell'indecisione che ancora aleggia sul suo futuro incarico, nella Roma o altrove. Totti occupa ora il ruolo molto generico di braccio destro del ds Monchi, un incarico di raccordo tra società e squadra, ma saggiamente ha deciso di tenersi aperta un'ulteriore opzione, quella di insegnare calcio ad altri dall'altra parte della barricata.

GLI IRACONDI - Via i panni eleganti della divisa sociale per lasciare posto alla tuta, quanti campioni del passato più o meno recente hanno deciso di fare questa drastica scelta di vita, spesso sorprendendo gli appassionati che li avevano seguiti per anni sui campi di calcio e forse loro per primi... Questione di carattere, di un temperamento fuori dall'ordinario, poco incline con l'aplomb e la calma che dovrebbe trasmettere un tecnico. O addirittura proprio perchè con i tecnici si erano resi protagonisti di screzi e scambi di vedute quanto meno al limite. E così, oltre a Totti, chi avrebbe scommesso un giorno di vedere personaggi "iracondi" come Roberto Mancini, Paolo Di Canio e Zinedine Zidane o istrionici come Diego Armando Maradona seduti su una panchina nel complicatissimo tentativo di resistere all'istinto di cambiarsi al volo e scendere in campo?

I NAIF - Percorsi diversi, risultati differenti, ma tutti accomunati dall'insana passione per questo gioco, anche se non più da protagonisti diretti. Un po' la stessa cosa che è successa ad un'altra categoria di "giocatori a rischio", quelli un po' naif, quelli poco incline alla rigidità di certi dettami tattici imposti dai propri allenatori. Massimiliano Allegri, per sua stessa ammissione, digeriva a fatica l'imposizione del ritiro e anche nella vita privata si è reso protagonista di gesti da autentico fantasista, quando abbandonò sull'altare la sua promessa sposa. Al Milan prima e alla Juventus prima, ha saputo domare la sua natura ribelle per trasformarsi in quello che in gergo viene definito un "martello" per i suoi giocatori. E' anche così che si diventa vincenti e si conquistano scudetti a raffica. Naif era da magnifico calciatore, naif è rimasto da allenatore in grado di condurre il Barcellona del Dream Team (quello di Koeman, Guardiola, Stoichkov e Romario) sul tetto d'Europa e a dare il la a uno stile di gioco e di valorizzazione dei talenti creati in casa (con la Masia) che ha fatto scuola un certo Cruijff.

ORA IN PANCHINA CI VAI TU - Tra i molti meriti del "profeta del gol" anche quello di aver lanciato sul palcoscenico internazionale quel Marco van Basten che per carattere e spirito libero è il giocatore che più gli si era avvicinato. Esattamente come il suo mentore, anche il cigno di Utrecht mal digeriva le imposizioni tattiche di un dogmatico come Sacchi ma, per uno strano scherzo del destino, la sua breve carriera da allenatore è stato contraddistinta da quell'incapacità di reggere le pressioni e quello stress che sono alla base anche del ritiro del tecnico di Fusignano. Attaccante per attaccanti, come non chiudere questa rassegna di "allenatori improbabili" con Filippo Inzaghi (ma anche il fratello Simone) e Vincenzo Montella? Due giocatori che vivevano per il gol e che per questo non tolleravano di saltare un solo minuto delle rispettive partite. Per non parlare di quando si trattava di partire dalla panchina... Ebbene, ora tocca a loro spiegare al bomber di turno l'esclusione per ragioni tecniche e che il contributo puà arrivare anche partendo dalle retrovie. Iracondi, ribelli, egoisti o istrionici, del mondo degli allenatori improbabili presto potrebbe fare parte anche Francesco Totti.