Juventus, in dieci anni il valore è triplicato

Juventus, in dieci anni il valore è triplicato

TORINO - Rosa bianconera da novecento milioni di euro: tanta, tanta roba. Una valutazione (per carità, dettata anche dai prezzi drogati dell’ultima sessione di mercato, nella quale il costo degli attaccanti ma non solo è schizzato alle stelle) che fa impressione. Perché altissima e perché perfettamente in linea con quella degli organici delle altre big europee, per lo più da decenni nel gotha del calcio internazionale e/o gestiti da magnati russi o sceicchi miliardari. Ma anche e soprattutto una valutazione che fa impressione se si pensa alle condizioni in cui la Juventus versava dieci anni fa esatti, nella stagione 2007-08, quand’era neopromossa e gli effettivi a disposizione dell’allora tecnico Claudio Ranieri erano alcuni, pochi, irriducibili (Gigi Buffon, Pavel Nedved, Alessandro Del Piero, David Trezeguet) che per amore e fede e spirito di appartenenza avevano deciso di sobbarcarsi persino un campionato di B, regalino delle vicissitudini calciopolesche. Più un manipolo di... onesti pedalatori che tuttavia, a onor del vero, poco o nulla avevano a che fare con i calibri attuali. Ripensare per credere: Belardi (e non Szczesny) era il vice Buffon, in difesa con un Giorgio Chiellini ancora acerbo figuravano Boumsong, Grygera, Stendardo, Molinaro... A centrocampo con Sissoko, Nedved e Camoranesi c’erano Almiron, Zanetti, Salihamidzic, Nocerino, Tiago, Marchionni. In attacco, infine, le riserve di Del Piero, Iaquinta e Trezeguet erano Olivera e Palladino. Avessimo fatto il “giochino” del valore della rosa all’epoca, non ci saremmo allontanati molto da quota 300 milioni di euro.