Buffon e la lezione di Cardiff: «Se rigiocassimo la partita, la affronteremmo in modo diverso»

Buffon e la lezione di Cardiff: «Se rigiocassimo la partita, la affronteremmo in modo diverso»

ROMA - Gianluigi Buffon si prende la copertina di Marca con una lunga intervista in cui ha parlato di Juventus, di Nazionale e non solo. Il portiere azzurro è tornato sulla finale di Cardiff contro il Real Madrid sottolineando le cose che cambierebbe con il senno di poi: «Il Real Madrid si è rivelato più forte di noi e ha vinto meritatamente, però secondo me ci servirà da lezione, perché se dovessimo incontrarlo di nuovo cambieremmo il modo in cui lo abbiamo affrontato in finale. La compattezza e la solidità difensiva sono tra le migliori caratteristiche delle squadre italiane e invece in quella partita, secondo me, noi abbiamo cercato il più possibile di giocarla a viso aperto e di ribattere colpo su colpo al Real Madrid, però se poi vai a vedere realmente lo spessore della squadra del Real…».

MENTALITA' - Buffon poi mette in parallelo la mentalità dei blancos con quella della Spagna: «Real superiore per una questione mentale? Sì, sì, in quel caso lì sì, ma penso anche che negli ultimi dieci anni le squadre spagnole, nazionale compresa, hanno assunto e hanno fatto proprie delle certezze e delle convinzioni che danno loro molta serenità ogni tipo di partita, cosa che a noi magari un pochino sta mancando. La Spagna è una grande squadra ormai da dieci anni, è cambiato qualche interprete, ma la filosofia di gioco è inalterata, se non la prendi con molta attenzione e con i dovuti accorgimenti può fare male». Il capitano azzurro plaude al progetto di Ventura: «L’Italia, secondo me, ha stravolto tutto da un anno a questa parte e sta facendo un percorso nuovo di crescita, con tanti ragazzi nuovo, e questo percorso ci sta dando risultati e gratificazioni perché in questo anno abbiamo fatto 10-11 partite e abbiamo perso solo la prima,che era un’amichevole contro la Francia, e l’ultima con la Spagna. Nelle altre gare abbiamo giocato un buon calcio e abbiamo fatto intravedere che anche l’Italia può proporre qualcosa di diverso da quella che è la nostra tradizione».