#TODOSJUNTOS - Baldissoni: "Tanto orgogliosi di Schick". David Plinio de Nes: "Mai avremmo...

#TODOSJUNTOS - Baldissoni: "Tanto orgogliosi di Schick". David Plinio de Nes: "Mai avremmo immaginato tanta solidarietà". FOTO! VIDEO!
Domani allo Stadio Olimpico di Roma (ore 20:45), i giallorossi affronteranno la Chapecoense, il club brasiliano afflitto dalla sciagura aerea in cui hanno perso la vita la maggior parte dei calciatori e membri dello staff del club. Oggi in Campidoglio si è tenuta la conferenza stampa dell'evento #Todosjuntos a cui hanno partecipato la Sindaca Virginia Raggi, il presidente del CONI Giovanni Malagò e il DG della Roma Mauro Baldissoni, il presidente della Chapecoense, l'ex romanista Artur e Alan Ruschel, uno dei supertiti dello schianto aereo. Vocegiallorossa.it era presente in loco e ha fornito la DIRETTA FACEBOOK e testuale dell'evento.Prende la parola la Sindaca Raggi: "È una città che ha aiutato la squadra a rinascere. La squadra e la città camminano insieme. c'è stata una grandissima solidarietà per ricostruire questo team che in un anno ha raggiunto obiettivi sportivi importanti. Questo è un significato profondo e noi siamo onorati di ospitare una squadra come questa, un evento che rappresenta per una città come Roma un gesto di solidarietà che una città come Roma sa dare".Stadio?
"Abbiamo lavorato tanto con la squadra e con Baldissoni per avere un progetto eccezionale ed eccellente che porta lo stadio della Roma a un livello internazionale. Siamo fiduciosi, magari chissà già il prossimo anno...". 
Presidente Chapecoense, David Plinio de Nes: "Desidero ringraziare la Sindaca per accoglierci nella sua casa. Ringrazio Baldissoni e tutti i rappresentanti dello sport presenti. Saluto il sindaco di Chapecò per averci accompagnato. Quello che abbiamo vissuto è qualcosa che nessuno avrebbe voluto vivere. Una squadra partita per un sogno che si è interrotto in quel tragico incidente. Io e il sindaco dovevamo essere su quel volo. Non ci siamo stati per una fitta agenda d'impegni. A partire dal quel momento, noi superstiti, abbiamo portato avanti una missione: ricostruire un club e ridare allegria ai nostri tifosi. Mai avremmo immaginato una solidarietà e umanità a livello mondiale. Ed è così che oggi siamo a Roma su invito della Roma, attraverso la mediazione delle istituzioni pubbliche. Un altro giorno speciale è stato quello della visita al Papa. Una benedizione speciale da parte di una persona semplice, umile, che attraverso un abbraccio ci ha dato la sua benedizione per ripartire". Malagò: "Son contento di vedere Antonio Comi in rappresentanza del Torino Calcio. Ci sono collegamenti forti tra l'incidente di Superga e quello della Chapecoense. A livello tecnico c'è differenza, quello era il Grande Torino, la Chapecoense era abbastanza sconosciuta a livello pubblico. C'era un percorso futuro di un club che stava crescendo. In sala ci sono i malati di calcio come me e mi veniva una riflessione: una di quelle cose sulle quali ci si confronta è che non si può avere una seconda squadra. Molti disconoscono questa teoria, specie se si tifa una squadra che non ha grandi ambizioni e ci si aggancia a una squadra che possa vincere. Oggi, in Italia e nal Mondo abbiamo una seconda squadra. Il CONI fa i complimenti a questa iniziativa". Applausi per Alan Ruschel, uno dei superstiti dello schianto aereo.Baldissoni: "A nome del presidente Pallotta e della società sono qui per portare l'abbraccio più sentito alla Chapecoense. Lo sport è una meravigliosa catena di emozioni profonde e forti. Quando accadono fatti di questo tipo, l'emozioni svolgono un ruolo primario. La Roma ha avuto tanti campioni brasiliani. Questo ha fatto sì che in Brasile ci sia molto affetto per la Roma e per questo abbiamo deciso di ricambiare. La tragedia ha unito un contesto sociale che già era unito. Ritengo che sia un elemento da utilizzare anche qui, non per la Roma, in questo caso per la Chapecoense. Abbiamo messo a disposizione per la città quello di farsi sentire protagonsita e la città di Roma ha dimostrato di voler accogliere questa sfida. Il mio invito ora va a tutta la città che possa associarsi semplicemente vendendo allo stadio. Dal punto di vista sportivo sarà l'occasione per salutare Florenzi e Schick di cui siamo tanto orgogliosi e che indosserà la maglia della Roma per la prima volta". Alan Ruschel: "Grazie per l'accoglienza e l'affetto. Per me è senz'altro speciale tornare a giocare. Un momento speciale dopo aver vissuto un momento difficilissimo. La gara di domani vuol essere un motivo per ringraziare tutte quelle persone che ci hanno aiutato con le loro preghiere. Rivolgo loro un ringraziamento sentito e speriamo che domani possa essere una grande partita che possa regalare tanta felicità alla gente". Mon.Sanchez: "La visita al Papa è stato un momento importante. Noi avremmo voluto fare l'amichevole contro la nostra Nazionale Vaticana, ma non abbiamo i mezzi per farlo. L'incontro col Papa è la testimonianza dell'interesse del Papa per lo sport come momento d'integrazione. Io tifoso dell'Atletico Madrid? Sono tifoso per eredità, mio nonno è stato rifondatore dell'Atletico di Madrid". Simone Perrotta: "Volevo ringraziare il presidente che ci ha trascinato a un evento così  importante. Ci siamo sentiti tutti tifosi della Chapecoense e mi era venuta anche l'idea di propormi per giocare con loro. Questo evento è un insegnamento alla vita. Una storia del genere ci dice di dare uno sguardo al futuro, ma tenere d'occhio bene il presente". Artur: "È un grande piacere tornare a Roma. Andare alla Chapecoense è stata una scelta umana, col cuore. Dopo 10 anni d'Europa, la prima gara è stata quella più difficile da fare: in campo tutti piangevano. Oltre che fare il calciatore, bisognava essere vicini alle persone". Aldair: "Penso che la Roma soprattutto ha voluto fare questa partita perché è stato un incidente che ha sconvolto tutto il mondo. Da Amarildo a Gerson a Juan Jesus, ci sono stati sempre tanti calciatori brasiliani. Per loro venire a Roma, fare le foto col Papa è stato molto bello per loro. Spero che domani possano venire tante persone". Peres: "La fede e il calcio sono due cose che cammiano insieme. Loro che sono rimasti vivi, possiamo dire che sia stato un miracolo. Avevo un amico nella Chapecoense ed è stato una brutta notizia per me. Per noi brasiliani sarà una festa diversa. Se i tifosi romani possono andare sarà una festa importante e con il loro aiuto sarà bellissimo".Domande dei giornalisti per Alan Ruschel:Cos'hai pensato quando hai guardato al cielo al Camp Neu?
"In quel momento ho ringraziato Dio per avermi concesso di esser tornato a fare quello che amo più fare, giocare a calcio. Poi ho omaggiato chi non era più con noi. Lasciato l'ospedale ho fatto il possibile per tornare sul campo di calcio". 
La Roma ha pensato di poter dare un giovane in prestito alla Chapecoense?
Baldissoni: "Ovviamente nulla in contrario. Loro giocano un campionato professionistico e se dovesse arrivare una richiesta saremmo felici di contribuire".
Quali altre squadre di sono fatte avanti con voi oltre Roma e Barcellona?
Pres. Chapecoense:
"Abbiamo un calendario fitto d'impegni: 72 partite che potrebbero arrivare a 92. Abbiamo deciso di accettare l'invito della Roma e del Barcellona perché sono stati i primi due club a testimoniare la propria fratellanza. Nel corso dell'anno abbiamo giocato un'altra partita a Tokyo". 
Vengono consegnati alla Sindaca di Roma il pallone e la maglia della Chapecoense.